Nell'Unione europea vivono 31,9 milioni di "stranieri". Oltre un terzo di questi, ossia 11,9 milioni, vengono da un altro paese dell'Ue, gli altri provengono dai paesi europei extra-Ue (7,2 milioni), dall'Africa (4,9 milioni), dall'Asia (4 milioni) o dal continente americano (3,3 milioni). In totale, gli "stranieri" rappresentano il 6,4% della popolazione totale residente nell'Unione europea. Questi, in sintesi, i dati resi noti stamattina da Eurostat, l'istituto di statistica della Commissione europea, relativi all'anno 2009.

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Il 1º maggio 2010 è entrato in vigore il regolamento comunitario 987/09, che stabilisce le norme di attuazione del regolamento 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Sostituendo i precedenti regolamenti 1408/71 e 574/72, esso stabilisce un nuovo sistema normativo per tutte le persone che si spostano all'interno dell'Unione europea.

Le nuove disposizioni confermano i criteri dell'unicità della legislazione applicabile (lex loci laboris) e l'istituto della totalizzazione dei periodi contributivi maturati nei diversi stati membri. I paesi dello Spazio economico europeo e la Svizzera non hanno ancora proceduto alla ratifica. Per tale ragione, il nuovo sistema troverà per ora applicazione soltanto nei 27 stati membri dell'Unione europea mentre, negli altri paesi rimarranno ancora in vigore le disposizioni del regolamento 1408/71.

Di seguito, alcune principali novità introdotte dal nuovo regolamento. Le nuove disposizioni si applicano: a tutti i cittadini degli stati membri e ai loro familiari, e non più soltanto ai lavoratori; alle prestazioni riguardanti la paternità e il pensionamento anticipato, oltre a tutte quelle già garantite dal precedente regolamento. Restano escluse dal campo di applicazione le prestazioni dell'assistenza sociale e medica e quelle per le vittime della guerra.

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